Lunedì 20/10/14 alle 21 torna Moonstone: suoni e rumori del vecchio e del nuovo millennio. Conduce su RCM Sonia Caporossi

CRITICA IMPURA

Riprende da lunedi 20 Ottobre e per i lunedì a seguire dalle ore 21:00 a mezzanotte Moonstone: suoni e rumori del vecchio e del nuovo millennio, con la conduzione di Sonia Caporossi. Dallo studio radio di Tivoli in Roma tornano le accurate selezioni di musica alternativa e la rubrica di letture poetiche in esclusiva per http://www.radiocentromusica.it: tre ore intense di musica alternativa italiana e straniera, indie, psychedelia, stoner, desert, hard rock, nu metal, new wave, dark,electrogothic, gothic rock, doom, experimental, art rock, electrovintage, electroclash, electronic body music, aggrotech, technovintage, dreampop, shoegaze, grunge, ska, neofolk, batcave, garage, punk, post punk, crossover, progressive, symphonic, math rock, post rock, medieval, new romantic, no wave, noise, darkwave, industrial, death rock, glam, neue deutsche welle, kosmische musik, krautrock e chi più ne ha più ne metta, conditi con letture poetiche di autori ultracontemporanei e non, accuratamente selezionati da Sonia Caporossi per…

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:: Stupeus: La festa e la lontananza – Recensione-intervista a Sonia Caporossi e Antonella Pierangeli, curatrici dell’antologia “Poeti della lontananza” (Marco Saya, 2014) a cura di Federica D’Amato

Liberi di scrivere

poeti_lont_copertinaPoeti della lontananza è il titolo – felicissimo – che le critiche letterarie Sonia Caporossi e Antonella Pierangeli hanno scelto per un’antologia appena pubblicata dalla Marco Saya Edizioni. Titolo felice perché evocativo non solo il piglio acustico e originario della tradizione poetica occidentale, ma nello specifico perché riferito a un’alterità che tra le pagine si fa tema e metodo: principio agglutinante la lingua d’esilio dei poeti antologizzati, e vera e propria “festa della critica” a cui Sonia ed Antonella fanno approdare il lettore con le loro ricognizioni ermeneutiche. Sette i poeti che tra queste pagine si scambiano il testimone della lontananza, in quell’”atletica dell’esilio” forgiata dal fuoco vivo del dialetto, dal fuoco calmo del ricordo. Omar Ghiani, Domenico Ingenito, Francesco Terzago, Antonio Bux, Ianus Pravo, Michele Porsia, Alessandro De Francesco declinano così una eterogenea fenomenologia dell’assenza, espressa da esperienze scrittorie certo cangianti, sebbene accomunate da un compatto principio di distanza…

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Io, non – io, perchè proprio io? Il problema filosofico della conoscenza di sé dal razionalismo all’idealismo

CRITICA IMPURA

Serena Marra, "Pensiero ad un cane andaluso" Serena Marra, “Pensiero ad un cane andaluso”

diSONIA CAPOROSSI    

La conoscenza di sé, si dà per certo, è un impulso fra i più vivi dello schietto filosophein, fin dallo gnòthi s’autòn socratico o pseudosocratico. Ex abrupto, problema non facile, corruccio umano che specialmente dal Seicento all’Ottocento ha preso le variegate forme di un raziocinare in generale sul raziocinio in particolare, o anche, kantianamente, si è definito come indagine preferenziale sulla primigenia istanza della possibilità di conoscenza in genere. La posizione criticista di Kant a questo riguardo identificava, nella sua esigenza di analisi del sapere, l’anelito all’autoconoscenza a partire dal dato fondamentale della sua “rivoluzionecopernicana” applicata all’Io, per cui esso, finalmente e per la prima volta, com’è sempre stato detto con enunciati solenni e squilli di trombe, si trova al centro del complesso sistema conoscitivo, come conoscente che non deve più adattarsi all’oggetto ma, al…

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Paolo Polvani intervista Sonia Caporossi su Versante Ripido n. 8/Settembre 201

CRITICA IMPURA

Sonia Caporossi, "Autoritratto scimmiesco", 2013 Sonia Caporossi, “Autoritratto scimmiesco”, 2013

Riproponiamo su Critica Impura l’intervista a Sonia Caporossi a cura di Paolo Polvani apparsa su Versante Ripido n. 8, 09/2014, in cui si dibatte di metodologia della critica letteraria e dell’importanza dell’estetica filosofica. 

P. P. Tu scrivi:  -….la necessaria significanza ermeneutica della parola critica di contro a tanta che non significa null’altro se non “mi piace” o “non mi piace” è un altro discorso urgente…

È un discorso che rientra all’interno della questione chiave della preparazione culturale del critico. Oggi il critico letterario si sente sufficientemente preparato nel momento in cui possiede studi di storia della letteratura, di filologia, letterature comparate e teoria e critica della letteratura, studi che normalmente si compiono presso le facoltà di Lettere, laddove a mio parere, questo bagaglio pur necessario e consistente si riduce a mero nozionismo se non avallato da solide fondamenta filosofiche, nella fattispecie estetiche, ermeneutiche e del linguaggio…

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