“погром,”, una poesia giovanile di Sonia Caporossi per l’Omocausto

CRITICA IMPURA

Il simbolo dell'Omocausto Il simbolo dell’Omocausto

Di SONIA CAPOROSSI

Ed uno di quei giorni giunse la manna dal cielo

Piovve giù con dei tonfi esausti

Che ferirono la madre terra in pianto

Un centinaio di mute calcificazioni

Incendiarono la pelle e i peli

Rasero a zero tutte le nuche

Ruppero sordi polsi e caviglie

E fratturati i crani e gli arti

Sangue tinse le pareti bianche

Scritte rosse sulla farina

E niente più fiato per gridare

Occhi strizzati dal dolore

Cuori in frantumi, un male

Lascio parole

Che traboccano dal coperchio spalancato del mio cranio

Rosso sull’osso bianco

Il sangue venato di viola

Già condensa le sue scabre asperità su questa flebo

Parlerò di voi fino alla morte

E dense stille mi macchiano le maniche

Col mio triangolo nero slabbrato e maculato

Appuntato e crocifisso qui sul petto

Vi amo, vi amo tutti

Ho bisogno di un cenno di calore

Che esali un fuoco…

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