“La critica carneadica e l’inventio poietica: Il realismo è l’impossibile di Walter Siti”, una critica (negativa) di Sonia Caporossi

Il presente testo è stato pubblicato su ISSAA, Studi di italianistica nell’Africa Australe, vol. 27 n. 1 (2014), rivista afferente al dipartimento di italianistica dell’Università di Cape Town (Sudafrica), a cura di Giona Tuccini. Il volume è consultabile elettronicamente previa registrazione.

CRITICA IMPURA

Di SONIA CAPOROSSI *

 

Da parecchio tempo, ormai, la critica letteraria sembra viaggiare su binari carneadici, può dire tutto di tutto e niente di niente nel giro di boa di una proposta ermeneutica, nell’arco esplicativo di un libro di critica. Basta usare la formula “x è y” e il critico può generare costruttivisticamente qualsiasi teoria, qualsiasi interpretazione, modificando ad hoc l’impostazione concettuale ed il punto di vista, così da formulare (e formularizzare) fatti nuovi da interpretazioni nuove. Praticamente un’antilogia continua. Così, coperta accuratamente dal velo di Maya dell’affabulazione, la teoria che spesso il critico propone non è nuova né originale (e che cosa potrebbe esserlo, oggi?), ma neanche pregna e centrata; eppure tale pretende di essere, se avvalorata da caterve indistinte di exempla letterari, affastellati gli uni sugli altri come sulla pira purgatoriale di una Didone innamorata del Verbo, in funzione esclusiva di un atto di personalismo: l’autogiustificazione della…

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