Articolo pubblicato precedentemente su Midnight Magazine e su Poesia Del Nostro tempo.

CRITICA IMPURA

Di SONIA CAPOROSSI

Avendo recentemente redatto l’apparato critico per La gentilezza dell’Angelo, antologia dello Stilnovo uscita per la nuova collana di classici a mia cura intitolata La costante di Fidia di Marco Saya Edizioni, ho avuto modo incidentalmente di riflettere su alcuni rapporti tra poesia, filosofia e teologia che emergono prepotenti nella poesia di Dante e di Guido Cavalcanti, per descrivere i quali occorre partire da un fatto storico incontrovertibile: Averroè e Avicenna, i due filosofi arabi interpreti di Aristotele, fornirono nel corso del Medioevo la base filosofica dell’aristotelismo alla Chiesa cristiana d’Occidente.

L’Europa tra il X e il XII secolo, infatti, era stata raggiunta dall’aristotelismo attraverso veicoli indiretti, grazie ai commentatori arabi alle loro traduzioni dal greco in arabo che poi sarebbero passate dall’arabo in latinocon tutta la…

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