Queerology, binarismo e percezione del sé: crossing the boundaries of constructivism

CRITICA IMPURA

Di SONIA CAPOROSSI

In giorni come questi in cui si torna a parlare della legittima urgenza di una legge contro l’omotransfobia, accanto e dietro alla lotta per la parità dei diritti civili delle persone LGBTQ, permane aperta nell’opinione pubblica la questione del Gender, che riguarda la determinazione dello shifting attualmente in corso tra i generi sessuali, i diritti e i doveri a questo stesso shifting sottesi e da questo shifting resi mobili e fluidificati (tanto che forse sarebbe più opportuno parlare di fading). Il discorso sul Gender ha ormai assunto il valore di una lotta per la libertà contro la differenziazione binaristica di genere che reca in sé una millenaria storia avvilente di squilibri e soprusi, lotta che si contrappone all’uso dispregiativo dell’espressione Gender Theory, sorta in ambito cattolico nel corso del Novecento come modalità di opposizione reazionaria rispetto ai movimenti di liberalizzazione concettuale LGBTQ, tacciati spesso di lobbismo. Diciamo subito…

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