Dante e l’imago erotica della donna angelicata

CRITICA IMPURA


Di SONIA CAPOROSSI*

Il concetto centrale dello Stilnovo, la Gentilezza che nella poesia cortese (trobadorica e siciliana) era vissuta sotto l’egida di una relazione feudale decisamente formalizzata, tra la Donna intesa come Domina (nel senso latino del termine “Signora”, “Padrona”) e il Cavaliere dedito al già elegiaco e classico servitium amoris, si colora vivamente di un’accezione nuova, tipica dell’ambiente borghese del Comune: la nobiltà, in questa nuova dimensione sociale laicizzata, non consiste più nella discendenza di sangue, bensì trova la propria sede confacente nell’organo eletto a topos erotico fondante, il cuore. A mettere in atto un tale processo di elevazione spirituale è proprio quell’Amore personificato che così compie la propria parabola letteraria cominciata con Andrea Cappellano e giunta, trasfigurata metafisicamente, fino a Dante. In questo senso, l’imago erotica della donna angelicata, che di per sé non risulta essere neanche figura nuova, bensì già siciliana (la si trova…

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