Pulsione e ideologia: l’Edipo Re di Pasolini fra autobiografia e contenutismo. Una proposta di lettura.

Saggio di critica cinematografica che offre un’inedita interpretazione psicanalitica dell’Edipo Re di Pasolini. Buona lettura.

CRITICA IMPURA

Citti e Davoli in Edipo Re Citti e Davoli in Edipo Re

diSONIA CAPOROSSI

“Non si torna mai all’innocenza. Non solo se si è scoperto di essere colpevoli, ma anche se si è scoperto di essere innocenti”.

Emilio Garroni

“Edipo Re” di Pasolini è un film contraddittorio come spesso la produzione registica del nostro autore ha concesso ai critici più smaliziati ed onesti di poter dire. Dietro, oltre e nonostante una sagoma estetica sostanzialmente inguardabile, quella stessa che lo rende un film datato che rientra nella vasta e conclamata categoria del brutto formale, ciò che continua ad emozionare dell’opera è il contenuto, l’autobiografismo, l’ermeneusi precisa ed intellettualmente calzante dell’argumentum freudiano, la cogenza tematica della  conflittualità edipica, al di là di ogni rabberciata ideologia cucitagli addosso dalla vessatoria ed impropria lettura del proprio tempo storico e sociale, nel massacro di significanza imposta dell’incombente Sessantotto che tutto ha trascinato nei propri dettami interpretativi, anche ciò che ben più onestamente…

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“Quasi Radiante” – “Incroci Obbligati”: Martina Campi ed Enea Roversi a Bologna In Lettere

CRITICA IMPURA

Incroci obbligati (Arcipelago itaca, 2019) di Enea Roversi
con una postfazione di Enzo Campi

Quasi radiante (Tempo al libro, 2019) di Martina Campi
(Collana curata da Luca Dimitri Cenacchi)

con:
Illustrazione di copertina di Francesco Balsamo, prefazione di Fabio Michieli, postfazione di Sonia Caporossi.

Sabato 9 novembre ore 18.00
FactoryBo
Via Castiglione 26 BOLOGNA

Bologna in Lettere
Deposizioni – Terzo step

“La frana del tempo”
Frequenze, sequenze, dissociazioni

a partire da:

Martina Campi, “Quasi radiante”
Enea Roversi, “Incroci obbligati”

Relatori: Giorgio Galli, Silvia Comoglio
Musiche originali , Mario Sboarina

Un evento a cura di Alessandro Brusa

Ingresso gratuito.
Rinfresco a fine evento.

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L’urlo e la teoresi: appunti sullo statuto dell’arte contemporanea.

CRITICA IMPURA

Giovanni Gasparro, Al Limite (part.), 2006 Giovanni Gasparro, Al Limite (part.), 2006

diSONIA CAPOROSSI

Tutto il dibattito e la vulgata sull’arte contemporanea (beninteso, dico contemporanea perché quella postmoderna è, come idea, oltre quest’analisi, per motivi che spiegherò più oltre) sembrerebbe, alla fin fine, riportare il giudizio critico degli addetti ai lavori sul piano della comprensione del semplice fruitore. Si sente insomma sempre più spesso dire che l’arte contemporanea, a ben pensarci, dopo un secolo di sperimentazione simbolistica eteronomica, sembra aver tolto a sufficienza senso ai segni; intendendo dire tolto proprio letteralmente come sottratto, e non come auf-gehoben, nel qual caso il termine di ascendenza hegeliana starebbe per “tolto conservando”, in  una superiore (nel senso neutro di “ulteriore”) sintesi di ricchezza e pienezza di significato.

E’ come dire che si vede troppo spesso, in fin dei conti, fare ancora oggi dell’arte di rottura con la divaricazione dei sensi dai segni, e ciò si evincerebbe in tutta…

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Fenomenologia della Critica Impura. Con Spirito.

Ci sono tre tipi di critici letterari: l’accademico, il militante, l’impuro.
Lo scrivevo già nel 2011 qui. Buona lettura.

CRITICA IMPURA

Marco Casolino, “Vitruviano a riposo”, 2010

di SONIA CAPOROSSI

L’ho sempre pensato, per quel poco che vale, oggi, un pensierare che si faccia discernimento, assunzione di coscienza e non con-fusione. L’idea m’è sorta meditando non tanto sui tempi e sui luoghi, quanto sui modi della scrittura critica, la scrittura di scrittura che è ormai genere a sé stante, letterario e sensuale, dato che si manifesta in variopinte datità; ed è perlomeno questa qui che vi vado ad esporre, partendo dall’analisi della figura del critico, datità della datità, fenomeno tra i fenomeni, a volte da baraccone, a volte un po’ meno.

Esistono, come minimo, tre tipi di critici letterari, che si danno il loro daffare, come direbbe Pagliarani, perché la scrittura, la poesia è “il nostro daffare al momento / è saltare è saltare è saltare / se no sulla coda ci mettono il sale”: c’è per primo il critico accademico…

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Premio Bologna In lettere per opere edite e inedite di poesia – VI edizione 2020

CRITICA IMPURA

PREMIO BOLOGNA IN LETTERE
PER OPERE EDITE E INEDITE DI POESIA
VI EDIZIONE – 2020

Bando pubblico

In occasione della VIII edizione del Festival di Letteratura Contemporanea

Bologna in Lettere

il Comitato Promotore
in collaborazione con Marco Saya Edizioni
rende pubblico il bando della VI edizione del

“Premio Bologna in Lettere” per Poesia Contemporanea edita e inedita

*

Il Premio è aperto a tutti e si intende attivo a partire dal 20/09/2019
La scadenza per l’invio degli elaborati è fissata al 30/01/2020
Al fine di agevolare i lavori delle giurie e per non causare eventuali disguidi si raccomanda agli autori di non concentrare l’invio degli elaborati negli ultimi giorni disponibili.

Le valutazioni dei testi inediti avvengono in forma anonima.
I giudizi delle giurie sono insindacabili e inappellabili.

NOTA BENE

Tutte le email con richieste d’iscrizione per poter essere accettate dovranno contenere la seguente dichiarazione:

“L’autore, con la presente dichiara di…

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Lingua, linguaggio e costruzione della coscienza

Articolo di filosofia del linguaggio tra Wittgenstein, Garroni, Herder e l’ipotesi Sapir-Whorf che ho pubblicato su Critica Impura nel 2011.
Buona lettura.

CRITICA IMPURA

Senza parole. Senza parole.

diSONIA CAPOROSSI

La civiltà occidentale, per alcuni fortunosamente, per altri a ragione, è stata caratterizzata da una concezione secolare dell’uomo come animal rationale che la lunga serie di teorie irrazionalistiche succedutesi nel pensiero moderno ha tentato di superare, oltrepassare, bypassare nel bieco e fascinoso, pienissimo vuoto del nichilismo. In effetti, la razionalità è stata a lungo considerata come la caratteristica fondamentale di ogni attività umana: il discrimine della ragione, si è cartesianamente detto, separa l’Uomo dall’animale e in essa è stato riconosciuto l’elemento che ha consentito all’umanità il passaggio dalla sfera naturale a quella culturale. Tuttavia, proprio in senso antropologico – culturale, la riflessione sul linguaggio si è colorita nel corso della storia della filosofia di accezioni che volevano tentare una comprensione della sfera razionale umana non negando a priori quegli elementi irrazionali, inconsci, affettivi e sentimentali che pure danno carne, ideale e sangue all’uomo come tale…

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Il romanzo che critica se stesso: Don Chisciotte e Tristam Shandy sulle tracce di Sklovskij

Un mio saggio del 2011 sull’interpretazione sklovskijana di Don Chisciotte e del Tristam Shandy in seguito pubblicato nell’ebook “Un anno di Critica Impura” (Web-Press Edizioni 2013).

CRITICA IMPURA

Una pagina del Tristam Shandy Una pagina del Tristam Shandy

diSONIA CAPOROSSI

“Di solito, si sente affermare che il Tristam Shandy non è un romanzo; chi parla così, sono quelli per i quali soltanto l’opera è musica, mentre la sinfonia è confusione. Il Tristam Shandy è il romanzo più tipico della letteratura mondiale”.

Viktor B. Sklovskij, 1925

Quello che Viktor Sklovskij descrisse all’interno di “Teoria della prosa”, nell’ormai lontano 1925, come “il romanzo più tipico della letteratura mondiale”, ovvero il Tristam Shandy di Laurence Sterne, dovette apparire certamente ai suoi occhi come l’operazione letteraria più azzardata e contemporaneamente la più scopertamente letteraria che qualsiasi scrittore di ogni tempo avrebbe mai potuto concepire. E’ altamente indicativo il fatto che, nella sequenza dei saggi che compongono il suo miliare lavoro critico, Sklovskij anteponga al capitolo sullo Shandy quello in cui analizza il Don Chisciotte di Cervantes: egli sta seguendo un filo logico ben preciso, ovvero il…

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