Enzo Campi: La coscienza e il desiderio. Ulisse e l’idea del viaggio Uno sguardo su “Hypnerotomachia Ulixis” di Sonia Caporossi

Enzo Campi sul mio romanzo onirico Hypnerotomachia Ulixis (Carteggi Letterari 2019). Saggio precedentemente uscito su Poetarum Silva.
Buona lettura.

CRITICA IMPURA

Di ENZO CAMPI *

Hypnerotomachia Ulixis è un testo che pretende, anche e soprattutto, una lettura ad alta voce. E non solo, non basta una semplice dizione, il testo pretende un diktat a scansione veloce, quasi ribattuto in crescendo ad ogni passaggio, come per sottolineare l’idea di un accumulo progressivo di elementi a partire dal quale l’autrice costruisce la struttura del viaggio. Perché qui stiamo parlando proprio di un viaggio che rinvia palesemente alla Hypnerotomachia Poliphiliattribuita a Francesco Colonna,[1] ovvero a quel “combattimento amoroso in sogno” che fu dato alle stampe da Aldo Manuzio agli albori del cinquecento. Un viaggio onirico dove Polifilo si incontra e scontra con una miriade di personaggi allegorici.
Sulla scorta di Wilhelm von Humboldt sembra che la nostra autrice sia orientata a considerare la Bildung (nell’accezione di auto-educazione al sapere) come un processo dinamico in divenire che si dà attraverso il fissaggio…

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“On an Odissey of self-discovery”: il Veliero Capovolto di Massimo Rizza e l’Archetipo del Viaggiatore Interiore

Di SONIA CAPOROSSI *

Nell’anelito della poesia-che-osa-dire-il-suo-nome, ogni istanza figurale ritrova in un archetipo letterario la propria cartina tornasole. È il caso del veliero capovolto di Massimo Rizza, silloge che ha vinto nel 2016 il concorso Opera Prima di Poesia 2.0, tutta incentrata sul percorso immaginifico e metasemantico di una sorta di tu lirico corrispondente, se è possibile pontificare tra archetipi, a un moderno antieroe joyciano che scandisce il proprio nostos interiore riconfigurato attraverso le varie fasi di un’esistenza particolare. La materia letteraria di cui è composto l’archetipo sottintende che il veliero in questione, capovolto di senso, coli a picco verso la fine delle significanze univoche o verso una rinnovata assenza di definibilità che è contemporaneamente presenza a se stessi nel tu dialogico, «on an Odissey of self-discovery», come recita l’inno all’Ulysses dei Dead Can Dance: perché il magma incandescente che pulsa e borbotta sotto il mantello del linguaggio sospinge ogni pioniere quantico ad andare alla deriva nella pangea della parola, a ricercare se stesso e l’altro da sé alla luce diafana di un poetare analogicamente connesso con la sostanza umana universale. Il tu apostrofico della silloge, come un nuovo Ulisse, «naufrago dell’impotenza» e in balia delle onde dell’inconscio, ovvero del «tu sepolto» che richiama l’indecifrabile introspezione del porto ungarettiano, ermetico nel senso pieno e misteriosofico del termine, si ritrova a viaggiare sui binari paralleli di un errare metamorfico, di un vagare nell’attesa (parola tema ricorrente) che è sospensione nell’ignoto dell’esserci, ovvero, con le parole del poeta, nel «cuore dell’attesa» fra le «atrabili labbra dell’assenza». Scopo supremo del viaggio è, come si diceva, «l’ultima visione della fine», la figuralità di una siepe leopardiana al contrario che non consente la visione entropica dell’infinito, bensì lo scandaglio disilluso del finito e del perfectum. La percezione estetica del Dasein, in questo senso, è ricondotta dall’autore alla natura syn-logistica del senso e «posta nell’anticamera del testo»: è, insomma, una trama che riesce a offrire la prefigurazione del «senso della fine» giacché l’esistenza, sia essa scandita attraverso sequenze per una storia d’amore o corpi in attesa, si accoccola in posizione quasi logico-fetale, nel «fondo del discorso», nel ventrale fluire del presente che ritrova, nell’alveo confortante dell’istante, la sua catartica fissità, come in un cielo di stelle fisse in cui incidere la forma del linguaggio, giacché «i punti della costellazione si colgono muti dove assenza e divenire regolano l’effimero al mutare della parola». L’attitudine filosofica ravvisabile nel textus, nella trama a granaglie speculative di Rizza, affida l’opera all’ampio alveo della poesia di ricerca e sospende il giudizio di liricità laddove i confini, già prima estremamente labili e aleatori, fra le due istanze del poeticumcitate, in questa opera enigmatica e densa sembrano aver perso, da un punto di vista sia critico che estetico, completamente mordente e significato, in direzione di una superiore fusione degli opposti. Come sempre accade, si accennava all’inizio, a ciò che è possibile chiamare, in un rinnovato sapere aude!, davvero poesia.

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* Motivazione letta in occasione della serata dedicata alle menzioni e ai premi speciali del concorso Interferenze – Festival di Bologna In Lettere 2017: Massimo Rizza, Il veliero capovolto, Anterem Edizioni, 2016, finalista.

“Erotomaculae”, reading musicale con Sonia Caporossi e Andrea Moriconi – Domenica 16 luglio, ore 19:00, L’Orto dei Libri (Roma)

Di GIORGIO GALLI

Dopo aver conosciuto Sonia Caporossi come critico letterario con “Da che verso stai?”, Domenica 16 luglio alle 19:00 L’Orto dei Libri incontra e vi fa incontrare la sua poesia, in un concerto poetico che si svolgerà all’aperto, nella piccola “città del libro” che abbiamo creato davanti a noi. Coraggiosa, spiazzante, intelligente e appassionata, Sonia legge, fra le tessiture musicali della chitarra di Andrea Moriconi, la sua raccolta di poesie omoerotiche Erotomaculae (Algra Editore, Catania 2016).

Dalla prefazione di Giovanna Frene: “Queste pagine trasudano un corpo, ne portano l’impronta sindonica, e sono un corpo… Di questo corpo-poesia più che un significato complessivo al termine della lettura rimane un suono, o meglio, una partitura di suoni dissonanti che la nostra mente ha prodotto interpretando questi testi che sono dei veri e propri “spartiti epidermici”… insomma, ci si trova ad avere immerso le mani in una sostanza fisica senza essercene accorti, pensando di avere tra le mani il solito libro di poesia. E invece, si ha a che fare con qualcosa di vivente e sussultante, difficile da dimenticare, perturbante, certo unico nel panorama poetico italiano. Un libro da vivere, prima ancora che da penetrare con l’intelletto”.

Sonia Caporossi (Tivoli, 1973), docente, musicista, musicologa, scrittrice, poeta, critica letteraria, artista digitale, si occupa di estetica filosofica e filosofia del linguaggio. Con il gruppo di art-psychedelic rock Void Generator ha all’attivo gli album Phantom Hell And Soar Angelic (Phonosphera Records 2010), Collision EP (2011),Supersound (2014) e le compilation Fuori dal Centro (Fluido Distribuzioni, ITA 1999) eRiot On Sunset 25 (272 Records, USA 2011). Suoi contributi saggistici, narrativi e poetici sono apparsi su blog e riviste nazionali e internazionali. Dirige il blog Critica Impura. Ha pubblicato a maggio del 2014 la raccolta narrativa Opus Metachronicum(Corrimano Edizioni, Palermo 2014, seconda ed. 2015). Insieme ad Antonella Pierangeli ha inoltre pubblicato Un anno di Critica Impura (Web Press, Milano 2013) e la curatela antologica Poeti della lontananza (Marco Saya Edizioni, Milano 2014). È presente come poeta nell’antologia La consolazione della poesia a cura di Federica D’Amato (Ianieri Edizioni, Pescara 2015) e, con contributi saggistici, nei collettaneiPasolini, la diversità consapevole a cura di Enzo Campi (Marco Saya Edizioni, Milano 2015) e La pietà del pensiero. Heidegger e i Quaderni Neri a cura di Francesca Brencio (Aguaplano Edizioni, Perugia 2015). È del 2016 la sua silloge di poesie omoeroticheErotomaculae (Algra Editore, Catania), mentre nel 2017 pubblica la raccolta di saggi sulla poesia ultracontemporanea Da che verso stai? (Marco Saya Edizioni). Conduce su Radio Centro Musica la trasmissione Moonstone: suoni e rumori del vecchio e del nuovomillennio.  Vive e lavora nei pressi di Roma.

Domenica 16 luglio dalle ore 19:00 alle ore 21:00

L’Orto dei Libri

Via dei Lincei 31 – 33, 00147 Roma
Per informazioni:
347 006 0096

 

Sorgente: “Erotomaculae”, reading musicale con Sonia Caporossi e Andrea Moriconi – Domenica 16 luglio, ore 19:00, L’Orto dei Libri (Roma)

“La critica carneadica e l’inventio poietica: Il realismo è l’impossibile di Walter Siti”, una critica (negativa) di Sonia Caporossi

Il presente testo è stato pubblicato su ISSAA, Studi di italianistica nell’Africa Australe, vol. 27 n. 1 (2014), rivista afferente al dipartimento di italianistica dell’Università di Cape Town (Sudafrica), a cura di Giona Tuccini. Il volume è consultabile elettronicamente previa registrazione.

CRITICA IMPURA

Di SONIA CAPOROSSI *

 

Da parecchio tempo, ormai, la critica letteraria sembra viaggiare su binari carneadici, può dire tutto di tutto e niente di niente nel giro di boa di una proposta ermeneutica, nell’arco esplicativo di un libro di critica. Basta usare la formula “x è y” e il critico può generare costruttivisticamente qualsiasi teoria, qualsiasi interpretazione, modificando ad hoc l’impostazione concettuale ed il punto di vista, così da formulare (e formularizzare) fatti nuovi da interpretazioni nuove. Praticamente un’antilogia continua. Così, coperta accuratamente dal velo di Maya dell’affabulazione, la teoria che spesso il critico propone non è nuova né originale (e che cosa potrebbe esserlo, oggi?), ma neanche pregna e centrata; eppure tale pretende di essere, se avvalorata da caterve indistinte di exempla letterari, affastellati gli uni sugli altri come sulla pira purgatoriale di una Didone innamorata del Verbo, in funzione esclusiva di un atto di personalismo: l’autogiustificazione della…

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“Earthquake: from order to Chaos”, per le vittime del terremoto (quadrittico di Sonia Caporossi)

“Earthquake: from order to Chaos 1, 2, 3, 4” – Sonia Caporossi (2016)

CRITICA IMPURA

"Earthquake: from order to Chaos 1" - Sonia Caporossi (2016) “Earthquake: from order to Chaos 1” – Sonia Caporossi (2016)

"Earthquake: from order to Chaos 2" - Sonia Caporossi (2016) “Earthquake: from order to Chaos 2” – Sonia Caporossi (2016)

"Earthquake: from order to Chaos 3" - Sonia Caporossi (2016) “Earthquake: from order to Chaos 3” – Sonia Caporossi (2016)

Earthquake: from order to Chaos 4" - Sonia Caporossi (2016) Earthquake: from order to Chaos 4″ – Sonia Caporossi (2016)

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Sonia Caporossi, “Radix Interrupta” (2015), digital art

CRITICA IMPURA

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Sonia Caporossi, "Radix Interrupta", 2015 Sonia Caporossi, “Radix Interrupta”, 2015 – digital art

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disartrofonie. Sonia Caporossi, Percezione del mondo di un individuo cubico, 1998

Sonia Caporossi, Percezione del mondo di un individuo cubico, 1998
Sonia Caporossi, Percezione del mondo di un individuo cubico, 1998