La funzione sociale ultracontemporanea della poesia: Io, Tu, (n)Esso

Su Critica Impura la riedizione degli articoli apparsi nella mia rubrica “Metalogie”, durata un anno e mezzo su Midnight Magazine, la quale fondeva filosofia estetica, critica letteraria e attualità.
Il primo articolo: “La funzione sociale ultracontemporanea della poesia: Io, Tu, (n)Esso”.
Buona lettura.

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Nancy Bell Scott, “Page 132”, asemic writing

Di SONIA CAPOROSSI *

Le fonti si confondono col fiume i fiumi con l’Oceano i venti del Cielo sempre in dolci moti si uniscono niente al mondo è celibe e tutto per divina legge in una forza si incontra e si confonde. Perché non io con te?

P. B. Shelley, La filosofia dell’amore

[…] amare questo vivido essere impermeabile. avere cura della sua meraviglia e della sua ferocia. non esiste che questo sulla terra.

M. G. Calandrone, Il bene morale

Si fa ancora oggi un gran dibattito sulla funzione sociale della poesia: spesso, all’interno del dualismo inconsistente tra poesia lirica e poesia di ricerca, la prima viene vituperata come esempio di individualismo fuori dal mondo perché legata ancora all’Io e all’espressione di emozioni. Vorrei contribuire filosoficamente a sfatare questo mito, come mio solito, prendendola un po’ alla lontana, attraverso una modalità di ragionamento…

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Lo Zen, oppure l’abilità di catturare un suono. Scrittura, oralità e impermanenza – Sonia Caporossi letta da Filippo Lubrano

Testo scritto in occasione del convegno nazionale Mitilanza #1, gli spazi mobili della poesia, tenutosi a La Spezia il 25 e 26 febbraio 2017 e riportato in video con la lettura di Filippo Lubrano un anno dopo, con la pubblicazione degli interventi critici raccolti per l’occasione, nella serie degli Elzeviri di Mitilanza: Elzeviro #3.

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Filippo Lubrano

Testo di SONIA CAPOROSSI *

Lettura in video di FILIPPO LUBRANO *

Esiste, in teoria della letteratura, una dicotomia funesta e foriera di infiniti lutti addotti non solo agli Achei, ma anche ai contemporanei: quella tra poesia e letteratura, ovvero tra oralità e scrittura, tematizzata negli ultimi anni da un’agguerrita frangia di poeti performativi. Si tende a sottolineare in modo un po’ manicheo tale dialettica dei distinti ponendo in risalto l’ovvietà del fatto che originariamente la poesia sia nata orale e solo dopo si sia fatta anche testo scritto, la posteriorità dei due termini della contesa essendo concepita in senso logico, non solo cronologico. Da questa posizione, discendono alcune antinomie spesso fuorvianti: esisterebbero, così, la poesia che si declama e la poesia che si legge interiormente (ma per coloro che sostengono l’originarietà estetica dell’oralità poetica, la lettura interiore è un approccio comunque sonoro anche se si svolge…

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Roma, “L’Orto dei Libri”, sabato 27 maggio ore 18:00: Anna Maria Curci presenta “Da che verso stai?” di Sonia Caporossi

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“[…] Caporossi, tra e sopra le righe, più o meno esplicitamente, ci dice che intanto bisognerebbe rovesciare l’assioma dell’insieme di Cantor, e cioè creare un sistema di «distinzioni» fattive. Per far sì che ciò accada si abbisogna di una serie di outsider che traccino il percorso da compiere. A tutto ciò bisogna aggiungere una ri-definizione sistematica dell’apparato critico-testuale, un’inversione di rotta della gestione del mercato editoriale e, dulcis in fundo, una corretta e più ampia educazione del lettore. Sono naturalmente utopie ma, checché se ne dica, sono proprio questi gli aspetti, le «parole» e le «cose» con cui il contemporaneo deve misurarsi e fare i conti.” (dalla postfazione di Enzo Campi)

Sonia Caporossi, “Da che verso stai? Indagine sulle scritture che vanno e non vanno a capo in Italia, oggi” (Marco Saya Edizioni 2017)

Presenta il volume: Anna Maria Curci

Sabato 27 maggio ore 18:00

L’Orto dei Libri, Via dei Lincei…

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25/26 febbraio 2017, la “Mitilanza” di La Spezia: cento poeti e quattro tavole rotonde per parlare di poesia

La Spezia, il 25 e il 26 febbraio 2017, primo convegno della #Mitilanza. Io ci sarò.

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La Spezia, il 25 e il 26 febbraio 2017, si trasforma e, per un fine settimana, diventa il cuore pulsante della poesia che vuole farsi ascoltare, vedere, riconoscere e diffondersi. più di cinquanta poeti, ognuno con il suo bagaglio d’esperienze, la raggiungeranno per dare vita a un dialogo intergenerazionale, per parlare di poesia di stradapoesia e voce e nuove forme dell’editoria. Sono questi gli argomenti delle quattro tavole rotonde che si terranno al Centro Allende, Viale Giuseppe Mazzini, 2.

La sera di sabato 25, grazie al sostegno di numerosi locali, avranno luogo in simultaneità le letture. Per una deflagrazione poetica che riguarderà l’intero abitato, coinvolgendo ogni varietà di pubblico.

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Il funzionamento dell’iniziativa e le sue parole chiave:

Tavole rotonde. Le tavole rotonde si svolgono sabato 25 febbraio dalle 14.00 alle 20.00 e domenica 26 dalle 10.30 alle 13.30. I relatori, denominati inneschi

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“La critica carneadica e l’inventio poietica: Il realismo è l’impossibile di Walter Siti”, una critica (negativa) di Sonia Caporossi

Il presente testo è stato pubblicato su ISSAA, Studi di italianistica nell’Africa Australe, vol. 27 n. 1 (2014), rivista afferente al dipartimento di italianistica dell’Università di Cape Town (Sudafrica), a cura di Giona Tuccini. Il volume è consultabile elettronicamente previa registrazione.

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Di SONIA CAPOROSSI *

 

Da parecchio tempo, ormai, la critica letteraria sembra viaggiare su binari carneadici, può dire tutto di tutto e niente di niente nel giro di boa di una proposta ermeneutica, nell’arco esplicativo di un libro di critica. Basta usare la formula “x è y” e il critico può generare costruttivisticamente qualsiasi teoria, qualsiasi interpretazione, modificando ad hoc l’impostazione concettuale ed il punto di vista, così da formulare (e formularizzare) fatti nuovi da interpretazioni nuove. Praticamente un’antilogia continua. Così, coperta accuratamente dal velo di Maya dell’affabulazione, la teoria che spesso il critico propone non è nuova né originale (e che cosa potrebbe esserlo, oggi?), ma neanche pregna e centrata; eppure tale pretende di essere, se avvalorata da caterve indistinte di exempla letterari, affastellati gli uni sugli altri come sulla pira purgatoriale di una Didone innamorata del Verbo, in funzione esclusiva di un atto di personalismo: l’autogiustificazione della…

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Ortona, 16-22 febbraio: “Oltre ogni possibile fine”, settimana di studi su Pier Paolo Pasolini

Si è appena chiuso il convegno ortonese su Pasolini.
Questo era il programma (da Critica Impura)

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Alla Sala Eden una Settimana di studi pasoliniani a quarant’anni dalla morte

ORTONA (CH) – L’associazione culturale Gruppo13-Lab ha organizzato un ciclo di conferenze di autori e scrittori del panorama letterario nazionale, per commemorare la figura di Pier Paolo Pasolini scomparso prematuramente 40 anni fa, il “più moderno tra i moderni”, suscettibile per la sua complessità, per il suo eclettismo intellettuale e per la sua vastissima produzione interartistica, di una lettura integrata e multidisciplinare.

La settimana di studi pasoliniani “Oltre ogni possibile fine” si terrà nella Sala Eden ad Ortona dal 16 al 22 febbraio, a partire dalle ore 17.00 e prenderà quindi avvio martedì 16 febbraio con la presentazione dell’ultimo libro di Renzo Paris, intimo amico di “Pasolini, ragazzo a vita”. Con questo libro lo scrittore mantiene fede al desiderio che lo animò da quando entrò in quella “strana famiglia” che includeva anche Pier Paolo Pasolini e che lui considerò…

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“Pasolini, la diversità consapevole” (Marco Saya Edizioni): estratti dai saggi di Sonia Caporossi e Roberto Chiesi

Estratti dai saggi di Sonia Caporossi “La sperimentazione linguistica e l’ideologia marxista nei romanzi di Pasolini” e di Roberto Chiesi “Una terra separata, un’isola” – Appunti sulla Bologna di Pasolini”.

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L’opera è disponibile su IBS cliccando qui.

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AA.VV.

Pasolini

la diversità consapevole

a cura di Enzo Campi

Contributi critici e scritti dedicati di

Sonia Caporossi, Roberto Chiesi, Vladimir D’Amora

Antonella Pierangeli, Marco Adorno Rossi, Enzo Campi

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Sonia Caporossi

Nell’edizione Einaudi 1979 di Ragazzi di vita possiamo leggere in appendice due interventi di Pasolini dal titolo Il metodo di lavoro e I parlanti, importantissimi per capire il suo sforzo creativo in ambito linguistico. Nel primo intervento viene fatto notare come si trovino forti corrispondenze nei frammenti e nelle pagine dei due romanzi. Questo significa che «il paradigma, lo spitzeriano periodo – campione» era lo stesso, quindi tra i due romanzi non esisteva «soluzione di continuità»; se non c’è «trasformazione stilistica», non c’è neanche, fa notare sempre Pasolini, «trasformazione interna, psicologica e ideologica” di fondo».

Pasolini infatti, nello stesso intervento, ricorda di aver pensato contemporaneamente tre romanzi:Ragazzi di vita, Una vita…

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