Incontro con l’autore: Sonia Caporossi, “Da che verso stai?” (Marco Saya Edizioni 2017), Roma, Pentatonic 25/02/2018

CRITICA IMPURA

Sonia Caporossi,
“Da che verso stai? Indagine sulle scritture che vanno e non vanno a capo in Italia, oggi”
Editore: Marco Saya
Anno edizione: 2017
Pagine: 132 p. , Brossura
euro 15

Associazione Culturale “Villaggio Cultura Pentatonic”

Viale Oscar Sinigaglia, 18-20, Roma

Domenica 25 febbraio 2018 ore 17*

Incontro con l’autore: Sonia Caporossi

Da che verso stai? Marco Saya Edizioni 2017

Introduce Anna Maria Curci

“Di che cosa si occupa la critica? Quale è la sua funzione, quali sono gli ambiti di ‘esercizio’? I saggi di Sonia Caporossi qui raccolti entrano subito in medias res e sgombrano il campo – prendendoli di petto con le armi, da altri buttate al macero o lasciate ad arrugginire, del «principio di ragione» – da qualsiasi tentazione a indugiare sia in lamentazioni di prefiche (al grido di “La critica letteraria è morta!”), sia da procedimenti che poco o nulla hanno a che fare con…

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L’irreprensibile loquacità delle cose in “Canti di Stagione” di Alessandro Lanucara

Interferenze – Il Festival di Bologna In Lettere 2017

Di SONIA CAPOROSSI * 

Nei Canti di Stagione di Alessandro Lanucara percorre l’intera struttura un filo rosso di significanza di natura eminentemente tecnica, un conduttore formale che traduce in sostanza e contenuto la materia poetica di turno: una forma, a ben vedere, tecnicamente abbastanza tradizionale, che tuttavia risulta rinnovata nell’impianto e nell’uso peculiare del poeta, fino al parossismo dell’associazionismo semantico e della libera fluenza del verso. Stiamo parlando dell’elencatio, del vibrante affastellamento delle cose alle cose e delle parole alle parole, utilizzato ad arte, nelle poesie di Lanucara, per ottenere l’effetto debordante della stratificazione delle memorie e dei ricordi di un passato quasi inteso ancestralmente come valigia dell’anima in cui (s)cambiarsi emozioni e sensazioni, attraverso sovrapposizioni immaginifiche continue, sempre ricomposte da un ordine interno di natura materica, carnacea, sanguigna e scomposte sistematicamente, a loro volta, dal crudele impatto con la dura e incallita scorza della realtà. L’altro aspetto formale di riferimento è la dimensione della poesia narrativa, di ampio respiro, in cui le immagini e le situazioni di volta in volta descritte assurgono a loro volta ad exempla carismatici. E quando si parla di poesia narrativa, la presenza dell’anelito alla poesia civile è di prassi, qui tuttavia rivissuta attraverso una lucida e solida fusione con un’istanza lirica per niente aulica, anzi, la più disincantata e cruda che si possa immaginare.

La dimensione poetica di Lanucara ruota intorno all’uso politropico di alcune parole cardine, ossessivamente reiterate all’interno del testo con continui spostamenti e shifting di significato che ampliano le possibilità interpretative e la tavolozza descrittiva del poeta/pittore: nel primo componimento, ad esempio, la parola cardine è lamiera/lamiere, come emerge già nel titolo: fredda lastra di metallo multiuso e multisignificante, metafora cruda ed esangue dell’oggettualizzazione dell’essere umano nella società postcapitalistica attuale, che raggela o imprigiona nell’asfissia della propria asettica atonalità i sensi e le sensazioni nonché le relazioni individuali in ogni loro aspetto, fino alla percezione estrema della solitudine esistenziale e all’ampliamento di tale visione a una superiore universalità di stato e condizione umana.

Nel secondo componimento emerge il tema del corpo, la corporeità sia reale che metaforica, vissuta tramite una commemorazione sospesa nello spazio e nel tempo in virtù di una sorta di saviniana e onirica tragedia dell’infanzia, in cui i ricordi del passato più remoto ritornano e si incalliscono nella memoria finalmente per restare come incrostazioni molecolari di materia corporea a loro volta.

Nel terzo componimento, ad emergere è invece la volontà d’assenza, quel “vorrei andarmene” ripetuto ossessivamente come concedesse un’autodeterminazione nella carta d’identità dell’universo, in senso quasi prufrockiano ed eliotiano, attraverso la sparizione, la volatilizzazione, la dissipatio humani generis, la morte reale o metaforica anch’essa, perché reinterpretata alla luce di un’ermeneusi analogica di natura radicalmente differente rispetto alla domanda esistenziale per eccellenza: quella sul perché l’Essere sia e non si dia piuttosto il Nulla.

Esiste, insomma, un’irreprensibile loquacità delle cose nella poesia di Alessandro Lanucara, una capacità del linguaggio poetico di parlare per libera fluenza dell’essere e per segnali metaverbali cognitivizzati nel passaggio attraverso il filtro pulsante e impuro della corporalizzazione del verso, attraverso un versificare programmaticamente esuberante e straripante oltre i confini del poemetto.

È una poesia degli oggetti e dei correlativi oggettivi, che gronda realtà senza trasfigurarla, nella totale assenza di qualsiasi pulsione astraente, bensì raffigurandola, in senso etimologico, ovvero rafforzandola nella potenza mai inespressa della sua stessa imago. La poesia di Lanucara, dicevamo, affonda le radici nella fusione perfetta e compiuta di poesia civile e poesia lirica, nella condensazione in forma di poemetto delle suggestioni di un Novecento malato e trapassato, nel senso di rivissuto alla luce della postmoderna sensibilità del poeta ma anche trasfigurato nelle sue tensioni più riposte e risollevato, o tolto (aufgehoben in senso hegeliano), conservandone le parti migliori per una superiore sintesi di intonsa impurezza.

Poeta impuramente onesto, Alessandro Lanucara, che fa dello sporcarsi le mani nel testo poetico la propria regola maledettina, individuando così, nonostante un evidente novecentismo di fondo, un’identità differenziale nel panorama ultracontemporaneo italiano.

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* Motivazione letta in occasione della serata dedicata alle menzioni e ai premi speciali del concorso Interferenze – Festival di Bologna In Lettere 2017: Alessandro Lanucara, Tre Poesie da Canti di Stagione, Sezione C Poesie Singole inedite, Premio Speciale del presidente delle giurie.

Silvia Castellani intervista Sonia Caporossi

Intervista di Silvia Castellani pubblicata il 13/10/2017 su ilgiornaleOFF.it

 

Lei è docente, filosofa, musicista, poeta e critico letterario. L’elenco non è completo. Come convivono tutte queste anime tra loro e quale spazio occupa la poesia?

La poesia è al centro della mia meditazione e della mia ricerca da sempre. Avendo compiuto studi di estetica filosofica con uno dei massimi filosofi italiani del Novecento, Emilio Garroni, che considero mio maestro e padre spirituale, l’indagine estetica sulle modalità espressive del mezzo artistico della parola sono all’origine dei miei interessi fin dai tempi dell’università. La poesia in senso estetico per me è essenzialmente forma, dato che il contenuto può essere qualsiasi cosa, ed è proprio l’istanza formale che la differenzia sostanzialmente dalla prosa”.

Stilnovo+Futurismo=Bye Bye 900 è il titolo della prefazione a Erotomaculae, a firma di Giovanna Frene, la quale sottolinea come il libro – di cui anche colpisce l’assoluta libertà della veste grafica – sia profondamente stilnovista, nonché filtrato attraverso i toni di voce dell’avanguardia: “tradizione e innovazione, che scontrandosi si sono annullate nella dimensione della pura estetica, un atto primigenio dove ritorna al centro il corpo”. Ci racconti questo corpo-poesia.

L’idea di fondere le modalità stilnovistiche della poesia d’amore per eccellenza con una veste grafica avanguardistica è sorta per una certa stanchezza, provata ogni volta che, negli ultimi anni, ho dovuto assistere al gioco sterile della vetusta querelle des Anciens et des Modernes, oggi rappresentata dall’antitesi tra poesia lirica e di ricerca. I generi letterari, a ben vedere, non hanno ragione categoriale di esistere se non in senso strutturalista e didattico, ché ogni forma di poesia travalica sempre qualsivoglia confine le si voglia porre. Erotomaculae nasce dal bisogno di individuare un medium tra l’istanza programmaticamente lirica determinata dal contenuto erotico dei componimenti (di ascendenza saffica ed omoerotica oltreché, in qualche modo, dantesca, cavalcantiana e persino catulliana) e le modalità sperimentali delle avanguardie storiche, prima fra tutte il Futurismo. Si tratta del tentativo scopertamente polemico di raggiungere qualcosa come il grado zero del poetico. Per quanto riguarda invece il corpo, esso è l’elemento che percorre l’intera natura sensuale di Erotomaculae: le macchie d’amore si raggrumano nella physis estatica del sentimento amoroso e della passione dei sensi in ogni singola pagina, che trasuda carne e sangue.

La lettura di questo suo libro è in certo modo musicale, come ci fosse uno “spartito epidermico” a guidarla, per usare l’espressione, sempre di Giovanna Frene, a riguardo. Quali i suoni di questa silloge?

La musicalità del verso è esigenza primaria, che affonda le radici nella mia seconda natura di musicista. Lo spartito viene detto ‘epidermico’: la figurazione primaria che percorre l’intera silloge è la meditazione sulla corporeità dell’eros come motivo lirico primigenio. L’elemento musicale sottolinea il nesso estetico tangibile tra il corpo come ricettacolo dei sensi e la sensazione fisica che deriva dalla lettura, permeata di una concrezione vivida di tangibilità.

Poche settimane fa ha inaugurato l’antologia permanente Poesia Ultracontemporanea. Di cosa si tratta?

E’ un’antologia permanente di poeti italiani e stranieri dell’attualità più immediata, concepita come enciclopedia del poetabile: ‘Una poesia al giorno, per sempre o quasi‘, recita il motto della rivista. Non vi troveranno posto solo i nomi più noti del panorama letterario ultracontemporaneo, termine che preferisco all’abusato ‘postmoderno’, ma saranno pubblicati anche componimenti di poeti sconosciuti e testi inediti. Poesia Ultracontemporanea rappresenta un’apertura a nuove voci, il tentativo di attuare la cosiddetta emersione del sommerso, ovvero realizzare il progetto che era già di Critica Impura, blog multidisciplinare che curo da sei anni.

Quali sono i suoi progetti poetici futuri, su cosa sta lavorando?

A breve vedrà la luce, per Marco Saya Edizioni, un’antologia di poesia ultracontemporanea incentrata sulla riflessione intorno al principio formale dell’analogia, dal titolo “La Parola Informe”: esplorazioni e nuove scritture dell’Ultracontemporaneità. Conterrà alcuni nomi fondamentali della poesia italiana di ricerca, insieme a enfant prodige e nuove scoperte personali. Per l’anno prossimo ho intenzione di tornare alla saggistica filosofica e chissà, a un nuovo libro di poesie.

CRITICA IMPURA

Sonia Caporossi, “Erotomaculae”, Algra Editore 2017

DiSILVIA CASTELLANI *

Nel Segno

nel segno che incide la carne dei polsi
nel prisma iridato che incarna i tuoi occhi

nel battito esangue del fiato che muore
squassando un delirio che affoga parole

io sento il mio istinto assetato di gioco
io vedo il mio fato forgiato nel fuoco

un significato pretende ben poco
ed altro da sé non sa di che dire

la tua sacra fame mi nutre nel cuore
strappandomi a morsi pietosi il dolore

mi salvi ogni giorno di grazia e calore
io ora contemplo la morte che muore.

***

Malattia

non è una malattia e non ne posso guarire
non è un peccato e non lo posso espiare
questo spasmo irregolare della mia coscienza
l’anomalia di un cuore che sanguina per un sì

Sonia Caporossi
(da Erotomaculae, Algra Editore, 2016)

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copertina libroLei è docente, filosofa, musicista, poeta…

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“Erotomaculae”, reading musicale con Sonia Caporossi e Andrea Moriconi – Domenica 16 luglio, ore 19:00, L’Orto dei Libri (Roma)

Di GIORGIO GALLI

Dopo aver conosciuto Sonia Caporossi come critico letterario con “Da che verso stai?”, Domenica 16 luglio alle 19:00 L’Orto dei Libri incontra e vi fa incontrare la sua poesia, in un concerto poetico che si svolgerà all’aperto, nella piccola “città del libro” che abbiamo creato davanti a noi. Coraggiosa, spiazzante, intelligente e appassionata, Sonia legge, fra le tessiture musicali della chitarra di Andrea Moriconi, la sua raccolta di poesie omoerotiche Erotomaculae (Algra Editore, Catania 2016).

Dalla prefazione di Giovanna Frene: “Queste pagine trasudano un corpo, ne portano l’impronta sindonica, e sono un corpo… Di questo corpo-poesia più che un significato complessivo al termine della lettura rimane un suono, o meglio, una partitura di suoni dissonanti che la nostra mente ha prodotto interpretando questi testi che sono dei veri e propri “spartiti epidermici”… insomma, ci si trova ad avere immerso le mani in una sostanza fisica senza essercene accorti, pensando di avere tra le mani il solito libro di poesia. E invece, si ha a che fare con qualcosa di vivente e sussultante, difficile da dimenticare, perturbante, certo unico nel panorama poetico italiano. Un libro da vivere, prima ancora che da penetrare con l’intelletto”.

Sonia Caporossi (Tivoli, 1973), docente, musicista, musicologa, scrittrice, poeta, critica letteraria, artista digitale, si occupa di estetica filosofica e filosofia del linguaggio. Con il gruppo di art-psychedelic rock Void Generator ha all’attivo gli album Phantom Hell And Soar Angelic (Phonosphera Records 2010), Collision EP (2011),Supersound (2014) e le compilation Fuori dal Centro (Fluido Distribuzioni, ITA 1999) eRiot On Sunset 25 (272 Records, USA 2011). Suoi contributi saggistici, narrativi e poetici sono apparsi su blog e riviste nazionali e internazionali. Dirige il blog Critica Impura. Ha pubblicato a maggio del 2014 la raccolta narrativa Opus Metachronicum(Corrimano Edizioni, Palermo 2014, seconda ed. 2015). Insieme ad Antonella Pierangeli ha inoltre pubblicato Un anno di Critica Impura (Web Press, Milano 2013) e la curatela antologica Poeti della lontananza (Marco Saya Edizioni, Milano 2014). È presente come poeta nell’antologia La consolazione della poesia a cura di Federica D’Amato (Ianieri Edizioni, Pescara 2015) e, con contributi saggistici, nei collettaneiPasolini, la diversità consapevole a cura di Enzo Campi (Marco Saya Edizioni, Milano 2015) e La pietà del pensiero. Heidegger e i Quaderni Neri a cura di Francesca Brencio (Aguaplano Edizioni, Perugia 2015). È del 2016 la sua silloge di poesie omoeroticheErotomaculae (Algra Editore, Catania), mentre nel 2017 pubblica la raccolta di saggi sulla poesia ultracontemporanea Da che verso stai? (Marco Saya Edizioni). Conduce su Radio Centro Musica la trasmissione Moonstone: suoni e rumori del vecchio e del nuovomillennio.  Vive e lavora nei pressi di Roma.

Domenica 16 luglio dalle ore 19:00 alle ore 21:00

L’Orto dei Libri

Via dei Lincei 31 – 33, 00147 Roma
Per informazioni:
347 006 0096

 

Sorgente: “Erotomaculae”, reading musicale con Sonia Caporossi e Andrea Moriconi – Domenica 16 luglio, ore 19:00, L’Orto dei Libri (Roma)

Roma, “L’Orto dei Libri”, sabato 27 maggio ore 18:00: Anna Maria Curci presenta “Da che verso stai?” di Sonia Caporossi

CRITICA IMPURA

“[…] Caporossi, tra e sopra le righe, più o meno esplicitamente, ci dice che intanto bisognerebbe rovesciare l’assioma dell’insieme di Cantor, e cioè creare un sistema di «distinzioni» fattive. Per far sì che ciò accada si abbisogna di una serie di outsider che traccino il percorso da compiere. A tutto ciò bisogna aggiungere una ri-definizione sistematica dell’apparato critico-testuale, un’inversione di rotta della gestione del mercato editoriale e, dulcis in fundo, una corretta e più ampia educazione del lettore. Sono naturalmente utopie ma, checché se ne dica, sono proprio questi gli aspetti, le «parole» e le «cose» con cui il contemporaneo deve misurarsi e fare i conti.” (dalla postfazione di Enzo Campi)

Sonia Caporossi, “Da che verso stai? Indagine sulle scritture che vanno e non vanno a capo in Italia, oggi” (Marco Saya Edizioni 2017)

Presenta il volume: Anna Maria Curci

Sabato 27 maggio ore 18:00

L’Orto dei Libri, Via dei Lincei…

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Ortona, 16-22 febbraio: “Oltre ogni possibile fine”, settimana di studi su Pier Paolo Pasolini

Si è appena chiuso il convegno ortonese su Pasolini.
Questo era il programma (da Critica Impura)

CRITICA IMPURA

Alla Sala Eden una Settimana di studi pasoliniani a quarant’anni dalla morte

ORTONA (CH) – L’associazione culturale Gruppo13-Lab ha organizzato un ciclo di conferenze di autori e scrittori del panorama letterario nazionale, per commemorare la figura di Pier Paolo Pasolini scomparso prematuramente 40 anni fa, il “più moderno tra i moderni”, suscettibile per la sua complessità, per il suo eclettismo intellettuale e per la sua vastissima produzione interartistica, di una lettura integrata e multidisciplinare.

La settimana di studi pasoliniani “Oltre ogni possibile fine” si terrà nella Sala Eden ad Ortona dal 16 al 22 febbraio, a partire dalle ore 17.00 e prenderà quindi avvio martedì 16 febbraio con la presentazione dell’ultimo libro di Renzo Paris, intimo amico di “Pasolini, ragazzo a vita”. Con questo libro lo scrittore mantiene fede al desiderio che lo animò da quando entrò in quella “strana famiglia” che includeva anche Pier Paolo Pasolini e che lui considerò…

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Concorso Letterario – Sistemi d’Attrazione

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Bologna in Lettere 2015

 

Bando pubblico – concorso di scrittura creativa

 

Sistemi d’Attrazione

 

in collaborazione con

logo nuovo

In occasione della terza edizione del Festival Multidisciplinare di Letteratura Contemporanea “Bologna in Lettere”,  che quest’anno sarà dedicato a Pier Paolo Pasolini e che avrà luogo negli ultimi tre weekend del mese di Maggio, il Comitato Promotore è lieto di annunciare l’istituzione di un Concorso Letterario di scrittura creativa denominato Sistemi d’Attrazione.

Il Concorso non prevede distinzioni tra generi letterari, per cui sarà possibile inviare elaborati in forma poetica o prosodica o saggistica.

Il Concorso è diviso in due sezioni.

Sezione APier Paolo Pasolini: la diversità consapevole

Sezione BTema libero

Per entrambe le sezioni saranno accettati elaborati con un limite massimo indicativo di 60 versi per la poesia, 4000/5000 battute per la prosa, 6000/7000 battute per la saggistica.

Per quanto riguarda la Sezione A, l’uomo, il…

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