L’urlo e la teoresi: appunti sullo statuto dell’arte contemporanea.

CRITICA IMPURA

Giovanni Gasparro, Al Limite (part.), 2006 Giovanni Gasparro, Al Limite (part.), 2006

diSONIA CAPOROSSI

Tutto il dibattito e la vulgata sull’arte contemporanea (beninteso, dico contemporanea perché quella postmoderna è, come idea, oltre quest’analisi, per motivi che spiegherò più oltre) sembrerebbe, alla fin fine, riportare il giudizio critico degli addetti ai lavori sul piano della comprensione del semplice fruitore. Si sente insomma sempre più spesso dire che l’arte contemporanea, a ben pensarci, dopo un secolo di sperimentazione simbolistica eteronomica, sembra aver tolto a sufficienza senso ai segni; intendendo dire tolto proprio letteralmente come sottratto, e non come auf-gehoben, nel qual caso il termine di ascendenza hegeliana starebbe per “tolto conservando”, in  una superiore (nel senso neutro di “ulteriore”) sintesi di ricchezza e pienezza di significato.

E’ come dire che si vede troppo spesso, in fin dei conti, fare ancora oggi dell’arte di rottura con la divaricazione dei sensi dai segni, e ciò si evincerebbe in tutta…

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Fenomenologia della Critica Impura. Con Spirito.

Ci sono tre tipi di critici letterari: l’accademico, il militante, l’impuro.
Lo scrivevo già nel 2011 qui. Buona lettura.

CRITICA IMPURA

Marco Casolino, “Vitruviano a riposo”, 2010

di SONIA CAPOROSSI

L’ho sempre pensato, per quel poco che vale, oggi, un pensierare che si faccia discernimento, assunzione di coscienza e non con-fusione. L’idea m’è sorta meditando non tanto sui tempi e sui luoghi, quanto sui modi della scrittura critica, la scrittura di scrittura che è ormai genere a sé stante, letterario e sensuale, dato che si manifesta in variopinte datità; ed è perlomeno questa qui che vi vado ad esporre, partendo dall’analisi della figura del critico, datità della datità, fenomeno tra i fenomeni, a volte da baraccone, a volte un po’ meno.

Esistono, come minimo, tre tipi di critici letterari, che si danno il loro daffare, come direbbe Pagliarani, perché la scrittura, la poesia è “il nostro daffare al momento / è saltare è saltare è saltare / se no sulla coda ci mettono il sale”: c’è per primo il critico accademico…

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Lingua, linguaggio e costruzione della coscienza

Articolo di filosofia del linguaggio tra Wittgenstein, Garroni, Herder e l’ipotesi Sapir-Whorf che ho pubblicato su Critica Impura nel 2011.
Buona lettura.

CRITICA IMPURA

Senza parole. Senza parole.

diSONIA CAPOROSSI

La civiltà occidentale, per alcuni fortunosamente, per altri a ragione, è stata caratterizzata da una concezione secolare dell’uomo come animal rationale che la lunga serie di teorie irrazionalistiche succedutesi nel pensiero moderno ha tentato di superare, oltrepassare, bypassare nel bieco e fascinoso, pienissimo vuoto del nichilismo. In effetti, la razionalità è stata a lungo considerata come la caratteristica fondamentale di ogni attività umana: il discrimine della ragione, si è cartesianamente detto, separa l’Uomo dall’animale e in essa è stato riconosciuto l’elemento che ha consentito all’umanità il passaggio dalla sfera naturale a quella culturale. Tuttavia, proprio in senso antropologico – culturale, la riflessione sul linguaggio si è colorita nel corso della storia della filosofia di accezioni che volevano tentare una comprensione della sfera razionale umana non negando a priori quegli elementi irrazionali, inconsci, affettivi e sentimentali che pure danno carne, ideale e sangue all’uomo come tale…

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Enzo Campi: La coscienza e il desiderio. Ulisse e l’idea del viaggio Uno sguardo su “Hypnerotomachia Ulixis” di Sonia Caporossi

Enzo Campi sul mio romanzo onirico Hypnerotomachia Ulixis (Carteggi Letterari 2019). Saggio precedentemente uscito su Poetarum Silva.
Buona lettura.

CRITICA IMPURA

Di ENZO CAMPI *

Hypnerotomachia Ulixis è un testo che pretende, anche e soprattutto, una lettura ad alta voce. E non solo, non basta una semplice dizione, il testo pretende un diktat a scansione veloce, quasi ribattuto in crescendo ad ogni passaggio, come per sottolineare l’idea di un accumulo progressivo di elementi a partire dal quale l’autrice costruisce la struttura del viaggio. Perché qui stiamo parlando proprio di un viaggio che rinvia palesemente alla Hypnerotomachia Poliphiliattribuita a Francesco Colonna,[1] ovvero a quel “combattimento amoroso in sogno” che fu dato alle stampe da Aldo Manuzio agli albori del cinquecento. Un viaggio onirico dove Polifilo si incontra e scontra con una miriade di personaggi allegorici.
Sulla scorta di Wilhelm von Humboldt sembra che la nostra autrice sia orientata a considerare la Bildung (nell’accezione di auto-educazione al sapere) come un processo dinamico in divenire che si dà attraverso il fissaggio…

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La funzione sociale ultracontemporanea della poesia: Io, Tu, (n)Esso

Su Critica Impura la riedizione degli articoli apparsi nella mia rubrica “Metalogie”, durata un anno e mezzo su Midnight Magazine, la quale fondeva filosofia estetica, critica letteraria e attualità.
Il primo articolo: “La funzione sociale ultracontemporanea della poesia: Io, Tu, (n)Esso”.
Buona lettura.

CRITICA IMPURA

Nancy Bell Scott, “Page 132”, asemic writing

Di SONIA CAPOROSSI *

Le fonti si confondono col fiume i fiumi con l’Oceano i venti del Cielo sempre in dolci moti si uniscono niente al mondo è celibe e tutto per divina legge in una forza si incontra e si confonde. Perché non io con te?

P. B. Shelley, La filosofia dell’amore

[…] amare questo vivido essere impermeabile. avere cura della sua meraviglia e della sua ferocia. non esiste che questo sulla terra.

M. G. Calandrone, Il bene morale

Si fa ancora oggi un gran dibattito sulla funzione sociale della poesia: spesso, all’interno del dualismo inconsistente tra poesia lirica e poesia di ricerca, la prima viene vituperata come esempio di individualismo fuori dal mondo perché legata ancora all’Io e all’espressione di emozioni. Vorrei contribuire filosoficamente a sfatare questo mito, come mio solito, prendendola un po’ alla lontana, attraverso una modalità di ragionamento…

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La dannazione la parola: Sonia Caporossi al Sabato dei Villaggi (04/05/2019)

L’incontro di sabato 4 maggio al Sabato dei Villaggi, la rassegna di poesia a cura di Giovanna Frene e Laura Liberale, è con SONIA CAPOROSSI, poetessa, scrittrice, critica letteraria. La scrittura di Sonia Caporossi si caratterizza per la polimorfia dell’approccio alla parola: l’autrice presenterà il suo ultimo romanzo, Hypnerotomachia Ulixis (Carteggi Letterari 2019); dialogherà, con il poeta MARCO SCARPA, sulla sua nuova antologia, che vede presente tra gli altri il giovane poeta trevigiano, La parola informe (Marco Saya Edizioni 2018); ed infine esporrà la sua ultima fatica esegetica, La gentilezza dell’angelo. Viaggio antologico nello Stilnovismo (Marco Saya Editore 2019).

CRITICA IMPURA

Sonia Caporossi con “Hypnerotomachia Ulixis” (Carteggi Letterari 2019)

L’incontro di sabato 4 maggio al Sabato dei Villaggi, la rassegna di poesia a cura di Giovanna Frene e Laura Liberale, è con SONIA CAPOROSSI, poetessa, scrittrice, critica letteraria. La scrittura di Sonia Caporossi si caratterizza per la polimorfia dell’approccio alla parola: l’autrice presenterà il suo ultimo romanzo, Hypnerotomachia Ulixis (Carteggi Letterari 2019); dialogherà, con il poeta MARCO SCARPA, sulla sua nuova antologia, che vede presente tra gli altri il giovane poeta trevigiano, La parola informe (Marco Saya Edizioni 2018); ed infine esporrà la sua ultima fatica esegetica, La gentilezza dell’angelo. Viaggio antologico nello Stilnovismo (Marco Saya Editore 2019).

Presenta Giovanna Frene.

“Ulisse è un romanzo sperimentale composto di materiale onirico genuino, è una carrellata straniante di situazioni e di esperienze vissute nella mente, che si declina nella forma del racconto – saggio, recuperando l’intento primigenio del conte philosophique e tuttavia cercando…

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Lo Zen, oppure l’abilità di catturare un suono. Scrittura, oralità e impermanenza – Sonia Caporossi letta da Filippo Lubrano

Testo scritto in occasione del convegno nazionale Mitilanza #1, gli spazi mobili della poesia, tenutosi a La Spezia il 25 e 26 febbraio 2017 e riportato in video con la lettura di Filippo Lubrano un anno dopo, con la pubblicazione degli interventi critici raccolti per l’occasione, nella serie degli Elzeviri di Mitilanza: Elzeviro #3.

CRITICA IMPURA

Filippo Lubrano

Testo di SONIA CAPOROSSI *

Lettura in video di FILIPPO LUBRANO *

Esiste, in teoria della letteratura, una dicotomia funesta e foriera di infiniti lutti addotti non solo agli Achei, ma anche ai contemporanei: quella tra poesia e letteratura, ovvero tra oralità e scrittura, tematizzata negli ultimi anni da un’agguerrita frangia di poeti performativi. Si tende a sottolineare in modo un po’ manicheo tale dialettica dei distinti ponendo in risalto l’ovvietà del fatto che originariamente la poesia sia nata orale e solo dopo si sia fatta anche testo scritto, la posteriorità dei due termini della contesa essendo concepita in senso logico, non solo cronologico. Da questa posizione, discendono alcune antinomie spesso fuorvianti: esisterebbero, così, la poesia che si declama e la poesia che si legge interiormente (ma per coloro che sostengono l’originarietà estetica dell’oralità poetica, la lettura interiore è un approccio comunque sonoro anche se si svolge…

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