L’irreprensibile loquacità delle cose in “Canti di Stagione” di Alessandro Lanucara

Interferenze – Il Festival di Bologna In Lettere 2017

Di SONIA CAPOROSSI * 

Nei Canti di Stagione di Alessandro Lanucara percorre l’intera struttura un filo rosso di significanza di natura eminentemente tecnica, un conduttore formale che traduce in sostanza e contenuto la materia poetica di turno: una forma, a ben vedere, tecnicamente abbastanza tradizionale, che tuttavia risulta rinnovata nell’impianto e nell’uso peculiare del poeta, fino al parossismo dell’associazionismo semantico e della libera fluenza del verso. Stiamo parlando dell’elencatio, del vibrante affastellamento delle cose alle cose e delle parole alle parole, utilizzato ad arte, nelle poesie di Lanucara, per ottenere l’effetto debordante della stratificazione delle memorie e dei ricordi di un passato quasi inteso ancestralmente come valigia dell’anima in cui (s)cambiarsi emozioni e sensazioni, attraverso sovrapposizioni immaginifiche continue, sempre ricomposte da un ordine interno di natura materica, carnacea, sanguigna e scomposte sistematicamente, a loro volta, dal crudele impatto con la dura e incallita scorza della realtà. L’altro aspetto formale di riferimento è la dimensione della poesia narrativa, di ampio respiro, in cui le immagini e le situazioni di volta in volta descritte assurgono a loro volta ad exempla carismatici. E quando si parla di poesia narrativa, la presenza dell’anelito alla poesia civile è di prassi, qui tuttavia rivissuta attraverso una lucida e solida fusione con un’istanza lirica per niente aulica, anzi, la più disincantata e cruda che si possa immaginare.

La dimensione poetica di Lanucara ruota intorno all’uso politropico di alcune parole cardine, ossessivamente reiterate all’interno del testo con continui spostamenti e shifting di significato che ampliano le possibilità interpretative e la tavolozza descrittiva del poeta/pittore: nel primo componimento, ad esempio, la parola cardine è lamiera/lamiere, come emerge già nel titolo: fredda lastra di metallo multiuso e multisignificante, metafora cruda ed esangue dell’oggettualizzazione dell’essere umano nella società postcapitalistica attuale, che raggela o imprigiona nell’asfissia della propria asettica atonalità i sensi e le sensazioni nonché le relazioni individuali in ogni loro aspetto, fino alla percezione estrema della solitudine esistenziale e all’ampliamento di tale visione a una superiore universalità di stato e condizione umana.

Nel secondo componimento emerge il tema del corpo, la corporeità sia reale che metaforica, vissuta tramite una commemorazione sospesa nello spazio e nel tempo in virtù di una sorta di saviniana e onirica tragedia dell’infanzia, in cui i ricordi del passato più remoto ritornano e si incalliscono nella memoria finalmente per restare come incrostazioni molecolari di materia corporea a loro volta.

Nel terzo componimento, ad emergere è invece la volontà d’assenza, quel “vorrei andarmene” ripetuto ossessivamente come concedesse un’autodeterminazione nella carta d’identità dell’universo, in senso quasi prufrockiano ed eliotiano, attraverso la sparizione, la volatilizzazione, la dissipatio humani generis, la morte reale o metaforica anch’essa, perché reinterpretata alla luce di un’ermeneusi analogica di natura radicalmente differente rispetto alla domanda esistenziale per eccellenza: quella sul perché l’Essere sia e non si dia piuttosto il Nulla.

Esiste, insomma, un’irreprensibile loquacità delle cose nella poesia di Alessandro Lanucara, una capacità del linguaggio poetico di parlare per libera fluenza dell’essere e per segnali metaverbali cognitivizzati nel passaggio attraverso il filtro pulsante e impuro della corporalizzazione del verso, attraverso un versificare programmaticamente esuberante e straripante oltre i confini del poemetto.

È una poesia degli oggetti e dei correlativi oggettivi, che gronda realtà senza trasfigurarla, nella totale assenza di qualsiasi pulsione astraente, bensì raffigurandola, in senso etimologico, ovvero rafforzandola nella potenza mai inespressa della sua stessa imago. La poesia di Lanucara, dicevamo, affonda le radici nella fusione perfetta e compiuta di poesia civile e poesia lirica, nella condensazione in forma di poemetto delle suggestioni di un Novecento malato e trapassato, nel senso di rivissuto alla luce della postmoderna sensibilità del poeta ma anche trasfigurato nelle sue tensioni più riposte e risollevato, o tolto (aufgehoben in senso hegeliano), conservandone le parti migliori per una superiore sintesi di intonsa impurezza.

Poeta impuramente onesto, Alessandro Lanucara, che fa dello sporcarsi le mani nel testo poetico la propria regola maledettina, individuando così, nonostante un evidente novecentismo di fondo, un’identità differenziale nel panorama ultracontemporaneo italiano.

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* Motivazione letta in occasione della serata dedicata alle menzioni e ai premi speciali del concorso Interferenze – Festival di Bologna In Lettere 2017: Alessandro Lanucara, Tre Poesie da Canti di Stagione, Sezione C Poesie Singole inedite, Premio Speciale del presidente delle giurie.

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Roma, “L’Orto dei Libri”, sabato 27 maggio ore 18:00: Anna Maria Curci presenta “Da che verso stai?” di Sonia Caporossi

CRITICA IMPURA

“[…] Caporossi, tra e sopra le righe, più o meno esplicitamente, ci dice che intanto bisognerebbe rovesciare l’assioma dell’insieme di Cantor, e cioè creare un sistema di «distinzioni» fattive. Per far sì che ciò accada si abbisogna di una serie di outsider che traccino il percorso da compiere. A tutto ciò bisogna aggiungere una ri-definizione sistematica dell’apparato critico-testuale, un’inversione di rotta della gestione del mercato editoriale e, dulcis in fundo, una corretta e più ampia educazione del lettore. Sono naturalmente utopie ma, checché se ne dica, sono proprio questi gli aspetti, le «parole» e le «cose» con cui il contemporaneo deve misurarsi e fare i conti.” (dalla postfazione di Enzo Campi)

Sonia Caporossi, “Da che verso stai? Indagine sulle scritture che vanno e non vanno a capo in Italia, oggi” (Marco Saya Edizioni 2017)

Presenta il volume: Anna Maria Curci

Sabato 27 maggio ore 18:00

L’Orto dei Libri, Via dei Lincei…

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Filosofia, rock psichedelico e… metacronismo. Intervista a Sonia Caporossi – a cura della Redazione de L’Ornitorinco

CRITICA IMPURA

Sonia Caporossi, "Opus Metachronicum", Corrimano Edizioni 2014 Sonia Caporossi, “Opus Metachronicum”, Corrimano Edizioni 2014

A cura della Redazione de L’Ornitorinco

Sonia Caporossi è docente, musicista, scrittrice, critico letterario, artista digitale; si occupa di estetica filosofica e filosofia del linguaggio. Suona il basso elettrico nel gruppo di art – psychedelic rock Void Generator. Ha pubblicato saggi, poesie e prose su riviste e blog come Cadillac, Nazione Indiana, Musikbox, Scrittori Precari, Fallacie Logiche, Kasparhauser.

Allora Sonia, cominciamo subito, OPUS METACHRONICUM, come mai un titolo del genere?

Non è un neologismo, come alcuni hanno pensato. Il metacronismo è un termine tratto dalla biologia, e sta ad indicare, citando la Treccani, la “successione temporale che caratterizza il movimento coordinato di una serie di ciglia vibratili. Nell’insieme si verifica un movimento a onde, chiamato metacronico”. Io riprendo il termine e rispetto a questa accezione originaria gli attribuisco un significato filosofico, volendo con esso indicare un fenomeno letterariamente manifestatosi all’interno del mio libro…

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Roma, 04/12/2015: “I Quaderni Neri di Martin Heidegger”, incontro con Leonardo Messinese, Francesca Brencio, Sonia Caporossi e Raffaele Marciano

CRITICA IMPURA

I Quaderni Neri di Heidegger.
Presentazione e discussione del volume «La pietà del pensiero. Heidegger e i Quaderni Neri» (Aguaplano – officina del libro, 2015)

In collaborazione con Filosofia in Movimento, la Facoltà Valdese di Teologia e Aguaplano-Officina del libro.

Interverranno:
Prof. Leonardo Messinese (Pontificia Università Lateranense in Roma)
Dr. Sonia Caporossi (co-autrice)
Dr. Francesca Brencio (co-autrice e curatrice del volume)
Modera:
Raffaele Marciano (editore Aguaplano – Officina del libro)

Roma, 4 Dicembre ore 18.00
Salone della Chiesa Metodista
Via Firenze 38

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Concorso letterario “Stratificazioni” – Bologna In Lettere 2016

the equilibrium of no poise

loc bil def 1

BOLOGNA IN LETTERE

Maggio 2016

Bando pubblico

Concorso Letterario

bil 2016 oriz banner

In occasione della quarta edizione del Festival di Letteratura Contemporanea “Bologna in Lettere” e dell’Omaggio ad Amelia Rosselli che avrà luogo all’interno del programma, abbiamo il piacere di pubblicare il bando per il

Concorso Letterario

Stratificazioni

Il surplus di senso in Amelia Rosselli

Il Concorso è aperto a tutti e si intende attivo a partire dal 20/10/2015

Il Concorso è diviso in due sezioni.

Sezione A – Amelia Rosselli: poetica del lutto, eros e thanatos, forma-cubo e i santi padri

Sezione B – Tema libero

Relativamente alla Sezione A, la figura di Amelia Rosselli potrà essere affrontata da qualsiasi piano, con qualsiasi modalità e/o stile. Saranno privilegiati, in termini di valutazione, elaborati che affronteranno direttamente quanto espresso nel sottotitolo e nella traccia (surplus di senso, poetica del lutto, eros e thanatos, forma-cubo, santi padri).

Il Concorso non prevede distinzioni di genere tra poesia, prosa, saggistica e filosofia.

ELABORATI AMMESSI

Poesia (o serie di poesie) – limite massimo indicativo 60 versi complessivi

Prosa – limite massimo indicativo 4000/5000 battute

Saggistica/Filosofia – limite massimo indicativo 6000/7000 battute

CONDIZIONI

I testi dovranno essere inediti.

Per inediti si intende mai pubblicati in forma cartacea.

MODALITÀ DI INVIO

Formato elettronico come allegato .doc o .docx all’indirizzo bolognainlettere@gmail.com con oggetto “concorso Stratificazioni – sezione A o B”. Gli elaborati dovranno essere spediti entro il 15/02/2016, accompagnati dalla scheda di partecipazione debitamente compilata e firmata. Allo scopo di agevolare le procedure di registrazione è preferibile, ma non obbligatorio, allegare copia della ricevuta del versamento. Il corpo della email dovrà contenere nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, recapito telefonico, titolo dell’opera.

PREMI

SEZIONE A

La giuria, composta da Laura Barile, Plinio Perilli, Vincenzo Bagnoli, Antonella Pierangeli, Giusi Montali, individuerà 3 finalisti da cui verrà poi decretato il vincitore.

1° classificato 250 euro

2° classificato buono acquisto in libri di 50 euro

3° classificato buono acquisto in libri di 50 euro

I 3 finalisti riceveranno un attestato e saranno invitati a leggere pubblicamente il loro testo durante un momento del Festival.

Gli elaborati dei tre finalisti verranno inoltre inclusi all’interno di un volume, prodotto e pubblicato da Marco Saya Edizioni, insieme a contributi dei relatori e dei partecipanti ai focus.

SEZIONE B

La giuria, composta da Alessandro Assiri, Sonia Caporossi, Enea Roversi, Luca Ariano, Marco Saya, individuerà 3 finalisti da cui verrà poi decretato il vincitore.

1° classificato 200 euro

2° classificato buono acquisto in libri di 50 euro

3° classificato buono acquisto in libri di 50 euro

I 3 finalisti riceveranno un attestato e saranno invitati a leggere pubblicamente il loro testo durante un momento del Festival.

Gli elaborati dei tre finalisti verranno inoltre inclusi all’interno di un volume, prodotto e pubblicato da Marco Saya Edizioni, insieme a contributi dei relatori e dei partecipanti ai focus.

QUOTA D’ISCRIZIONE

A parziale copertura delle spese di gestione il Concorso prevede una tassa d’iscrizione di 15 euro per ogni sezione. La partecipazione ad entrambe le sezioni prevede una tassa d’iscrizione di 20 euro, da versare con bonifico all’iban

IT09 D02008 02404 000103539948  

ESITI

Gli esiti del Concorso verranno comunicati pubblicamente entro il 15/04/2016 sul sito di Bologna in Lettere, sulla pagina facebook del Festival e su vari canali telematici.

SCARICA LA SCHEDA D’ISCRIZIONE

scheda-2016 adulti –>  Formato. doc

scheda-2016 adulti –> Formato .pdf

CRITICA IMPURA

the equilibrium of no poise

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BOLOGNA IN LETTERE

Maggio 2016

Bando pubblico

Concorso Letterario

bil 2016 oriz banner

In occasione della quarta edizione del Festival di Letteratura Contemporanea “Bologna in Lettere” e dell’Omaggio ad Amelia Rosselli che avrà luogo all’interno del programma, abbiamo il piacere di pubblicare il bando per il

Concorso Letterario

Stratificazioni

Il surplus di senso in Amelia Rosselli

Il Concorso è aperto a tutti e si intende attivo a partire dal 20/10/2015

Il Concorso è diviso in due sezioni.

Sezione A – Amelia Rosselli: poetica del lutto, eros e thanatos, forma-cubo e i santi padri

Sezione B – Tema libero

Relativamente alla Sezione A, la figura di Amelia Rosselli potrà essere affrontata da qualsiasi piano, con qualsiasi modalità e/o stile. Saranno privilegiati, in termini di valutazione, elaborati che affronteranno direttamente quanto espresso nel sottotitolo e nella traccia (surplus di senso, poetica del lutto, eros e thanatos, forma-cubo, santi padri).

Il…

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Io, non – io, perchè proprio io? Il problema filosofico della conoscenza di sé dal razionalismo all’idealismo

CRITICA IMPURA

Serena Marra, "Pensiero ad un cane andaluso" Serena Marra, “Pensiero ad un cane andaluso”

diSONIA CAPOROSSI    

La conoscenza di sé, si dà per certo, è un impulso fra i più vivi dello schietto filosophein, fin dallo gnòthi s’autòn socratico o pseudosocratico. Ex abrupto, problema non facile, corruccio umano che specialmente dal Seicento all’Ottocento ha preso le variegate forme di un raziocinare in generale sul raziocinio in particolare, o anche, kantianamente, si è definito come indagine preferenziale sulla primigenia istanza della possibilità di conoscenza in genere. La posizione criticista di Kant a questo riguardo identificava, nella sua esigenza di analisi del sapere, l’anelito all’autoconoscenza a partire dal dato fondamentale della sua “rivoluzionecopernicana” applicata all’Io, per cui esso, finalmente e per la prima volta, com’è sempre stato detto con enunciati solenni e squilli di trombe, si trova al centro del complesso sistema conoscitivo, come conoscente che non deve più adattarsi all’oggetto ma, al…

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Paolo Polvani intervista Sonia Caporossi su Versante Ripido n. 8/Settembre 201

CRITICA IMPURA

Sonia Caporossi, "Autoritratto scimmiesco", 2013 Sonia Caporossi, “Autoritratto scimmiesco”, 2013

Riproponiamo su Critica Impura l’intervista a Sonia Caporossi a cura di Paolo Polvani apparsa su Versante Ripido n. 8, 09/2014, in cui si dibatte di metodologia della critica letteraria e dell’importanza dell’estetica filosofica. 

P. P. Tu scrivi:  -….la necessaria significanza ermeneutica della parola critica di contro a tanta che non significa null’altro se non “mi piace” o “non mi piace” è un altro discorso urgente…

È un discorso che rientra all’interno della questione chiave della preparazione culturale del critico. Oggi il critico letterario si sente sufficientemente preparato nel momento in cui possiede studi di storia della letteratura, di filologia, letterature comparate e teoria e critica della letteratura, studi che normalmente si compiono presso le facoltà di Lettere, laddove a mio parere, questo bagaglio pur necessario e consistente si riduce a mero nozionismo se non avallato da solide fondamenta filosofiche, nella fattispecie estetiche, ermeneutiche e del linguaggio…

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