Marco Bini, “Il cane di Tokyo”, nota critica di Sonia Caporossi

CRITICA IMPURA

Marco Bini, “Il cane di Tokyo”, Perrone Editore 2016

Di SONIA CAPOROSSI *

Marco Bini, Il cane di Tokyo

“Così le zampe si fissano a terra / le unghie – dure – si fanno radici”. Un uomo si fa cane, un cane si fa uomo: le sue zampe affondano nella sostanza pavimentale sostratica del mondo e cercano un basamento di realtà per dirsi e per narrarsi, per farsi se non vita, almeno storia; le zampe si fanno mani, le mani si fanno strumenti di ricerca di un appiglio nei vuoti di realtà, nei vuoti di memoria, nei vuoti della nostra storia. Ne Il cane di Tokyo di Marco Bini si cerca di significar per verba un trasumanare analogico, metaforico, simbolicamente ancorato alla significanza universale delle cose. Sono versi di una metamorfosi che, se nella sezione eponima del libro trasmuta l’essere umano in un quieto animale più umano dell’umano, invece nella…

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Gli spazi mobili della poesia #5: Sonia Caporossi, “Immobili generazioni”

Il mio intervento critico nell’ambito del convegno Gli Spazi Mobili della Poesia, indetto come Mitilanza #1 a La Spezia il 25-26 febbraio 2017 dapprima pubblicato su Midnight Magazine e in seguito nell’omonimo ebook su Amazon.

CRITICA IMPURA

Sonia Caporossi

Di SONIA CAPOROSSI *

21 marzo 2017

La prima tavola rotonda di Mitilanza #1 – Gli spazi mobili della poesia, il convegno che ha raccolto più di cento poeti e critici da tutta Italia nell’ormai nota due giorni della Spezia (25-26 febbraio 2017), ha riguardato l’annosa questione generazionale della dipendenza filiale da padri putativi e modelli, presunti o meno. Nel corso degli interventi che si sono avvicendati è stato possibile evidenziare come l’argomento non sia nuovo, e non solo nelle sue cicliche declinazioni storico–letterarie, i cui riferimenti dovrebbero sorgere immediati, ma anche nei dibattiti degli ultimi anni, come se la questione generazionale non avesse mai davvero trovato una soluzione in un qualche parricidio di memoria platonica (“bisogna uccidere il padre Parmenide” è espressione ormai proverbiale per significare la necessità di un superamento di istanze filosofiche preesistenti i cui paradigmi sono ormai obsoleti). Infatti, negli ultimi tempi è…

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Invito alla lettura: Collana “La costante di Fidia” (Marco Saya Edizioni) a Roma, “Pentatonic”, 15/12/19

CRITICA IMPURA

Associazione Culturale “Villaggio Cultura – Pentatonic”

Viale Oscar Sinigaglia 18 – Roma

Domenica 15 dicembre 2019 ore 17

Invito alla lettura: La gentilezza dell’angelo, Silenzio e tempesta

Sonia Caporossi (a cura di), La gentilezza dell’angelo. Viaggio antologico nello stilnovismo

Rainer Maria Rilke, Silenzio e tempesta. Poesie d’amore. A cura di Raffaela Fazio

Conversazione con Sonia Caporossi e Raffaela Fazio, curatrici dei volumi pubblicati da

Marco Saya Edizioni 2019

La collana di classici italiani e stranieri “La costante di Fidia”, diretta da Sonia Caporossi per Marco Saya Editore, si caratterizza nell’ambito delle collane tradizionali della piccola e media editoria per una particolare cura riservata all’apparato critico e alla traduzione dei testi, mantenendo contemporaneamente vivo il compito divulgativo che si manifesta in volumi agili e snelli, curati nella grafica e nella redazione fino al minimo dettaglio. La trasmissione culturale è l’obiettivo principale della collana, perseguita nella consapevolezza della responsabilità fondamentale che un…

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Stefania Di Lino, “La Parola Detta” a Roma, Biblioteca Nelson Mandela, Giovedì 12 Dicembre ore 17:30

A conglomerar fosfeni… (per Andrea Zanzotto)

Un mio cicloide digitale In memoria di Andrea Zanzotto (1921-2011)

CRITICA IMPURA

diSONIA CAPOROSSI

In memoria di Andrea Zanzotto (1921-2011)

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“Quasi Radiante” – “Incroci Obbligati”: Martina Campi ed Enea Roversi a Bologna In Lettere

CRITICA IMPURA

Incroci obbligati (Arcipelago itaca, 2019) di Enea Roversi
con una postfazione di Enzo Campi

Quasi radiante (Tempo al libro, 2019) di Martina Campi
(Collana curata da Luca Dimitri Cenacchi)

con:
Illustrazione di copertina di Francesco Balsamo, prefazione di Fabio Michieli, postfazione di Sonia Caporossi.

Sabato 9 novembre ore 18.00
FactoryBo
Via Castiglione 26 BOLOGNA

Bologna in Lettere
Deposizioni – Terzo step

“La frana del tempo”
Frequenze, sequenze, dissociazioni

a partire da:

Martina Campi, “Quasi radiante”
Enea Roversi, “Incroci obbligati”

Relatori: Giorgio Galli, Silvia Comoglio
Musiche originali , Mario Sboarina

Un evento a cura di Alessandro Brusa

Ingresso gratuito.
Rinfresco a fine evento.

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Fenomenologia della Critica Impura. Con Spirito.

Ci sono tre tipi di critici letterari: l’accademico, il militante, l’impuro.
Lo scrivevo già nel 2011 qui. Buona lettura.

CRITICA IMPURA

Marco Casolino, “Vitruviano a riposo”, 2010

di SONIA CAPOROSSI

L’ho sempre pensato, per quel poco che vale, oggi, un pensierare che si faccia discernimento, assunzione di coscienza e non con-fusione. L’idea m’è sorta meditando non tanto sui tempi e sui luoghi, quanto sui modi della scrittura critica, la scrittura di scrittura che è ormai genere a sé stante, letterario e sensuale, dato che si manifesta in variopinte datità; ed è perlomeno questa qui che vi vado ad esporre, partendo dall’analisi della figura del critico, datità della datità, fenomeno tra i fenomeni, a volte da baraccone, a volte un po’ meno.

Esistono, come minimo, tre tipi di critici letterari, che si danno il loro daffare, come direbbe Pagliarani, perché la scrittura, la poesia è “il nostro daffare al momento / è saltare è saltare è saltare / se no sulla coda ci mettono il sale”: c’è per primo il critico accademico…

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