Fenomenologia della Critica Impura. Con Spirito.

Ci sono tre tipi di critici letterari: l’accademico, il militante, l’impuro.
Lo scrivevo già nel 2011 qui. Buona lettura.

CRITICA IMPURA

Marco Casolino, “Vitruviano a riposo”, 2010

di SONIA CAPOROSSI

L’ho sempre pensato, per quel poco che vale, oggi, un pensierare che si faccia discernimento, assunzione di coscienza e non con-fusione. L’idea m’è sorta meditando non tanto sui tempi e sui luoghi, quanto sui modi della scrittura critica, la scrittura di scrittura che è ormai genere a sé stante, letterario e sensuale, dato che si manifesta in variopinte datità; ed è perlomeno questa qui che vi vado ad esporre, partendo dall’analisi della figura del critico, datità della datità, fenomeno tra i fenomeni, a volte da baraccone, a volte un po’ meno.

Esistono, come minimo, tre tipi di critici letterari, che si danno il loro daffare, come direbbe Pagliarani, perché la scrittura, la poesia è “il nostro daffare al momento / è saltare è saltare è saltare / se no sulla coda ci mettono il sale”: c’è per primo il critico accademico…

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Il romanzo che critica se stesso: Don Chisciotte e Tristam Shandy sulle tracce di Sklovskij

Un mio saggio del 2011 sull’interpretazione sklovskijana di Don Chisciotte e del Tristam Shandy in seguito pubblicato nell’ebook “Un anno di Critica Impura” (Web-Press Edizioni 2013).

CRITICA IMPURA

Una pagina del Tristam Shandy Una pagina del Tristam Shandy

diSONIA CAPOROSSI

“Di solito, si sente affermare che il Tristam Shandy non è un romanzo; chi parla così, sono quelli per i quali soltanto l’opera è musica, mentre la sinfonia è confusione. Il Tristam Shandy è il romanzo più tipico della letteratura mondiale”.

Viktor B. Sklovskij, 1925

Quello che Viktor Sklovskij descrisse all’interno di “Teoria della prosa”, nell’ormai lontano 1925, come “il romanzo più tipico della letteratura mondiale”, ovvero il Tristam Shandy di Laurence Sterne, dovette apparire certamente ai suoi occhi come l’operazione letteraria più azzardata e contemporaneamente la più scopertamente letteraria che qualsiasi scrittore di ogni tempo avrebbe mai potuto concepire. E’ altamente indicativo il fatto che, nella sequenza dei saggi che compongono il suo miliare lavoro critico, Sklovskij anteponga al capitolo sullo Shandy quello in cui analizza il Don Chisciotte di Cervantes: egli sta seguendo un filo logico ben preciso, ovvero il…

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Enzo Campi: La coscienza e il desiderio. Ulisse e l’idea del viaggio Uno sguardo su “Hypnerotomachia Ulixis” di Sonia Caporossi

Enzo Campi sul mio romanzo onirico Hypnerotomachia Ulixis (Carteggi Letterari 2019). Saggio precedentemente uscito su Poetarum Silva.
Buona lettura.

CRITICA IMPURA

Di ENZO CAMPI *

Hypnerotomachia Ulixis è un testo che pretende, anche e soprattutto, una lettura ad alta voce. E non solo, non basta una semplice dizione, il testo pretende un diktat a scansione veloce, quasi ribattuto in crescendo ad ogni passaggio, come per sottolineare l’idea di un accumulo progressivo di elementi a partire dal quale l’autrice costruisce la struttura del viaggio. Perché qui stiamo parlando proprio di un viaggio che rinvia palesemente alla Hypnerotomachia Poliphiliattribuita a Francesco Colonna,[1] ovvero a quel “combattimento amoroso in sogno” che fu dato alle stampe da Aldo Manuzio agli albori del cinquecento. Un viaggio onirico dove Polifilo si incontra e scontra con una miriade di personaggi allegorici.
Sulla scorta di Wilhelm von Humboldt sembra che la nostra autrice sia orientata a considerare la Bildung (nell’accezione di auto-educazione al sapere) come un processo dinamico in divenire che si dà attraverso il fissaggio…

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Oltre Ogni Possibile Fine: settimana di studi pasoliniani – intervento video di Sonia Caporossi

CRITICA IMPURA

A cura della REDAZIONE

Nell’ambito della serie di convegni e iniziative collegati all’evento intitolato Oltre Ogni Possibile Fine: settimana di studi pasoliniani che si è svolto a Ortona fra il 16 e il 22 febbraio 2016, si inquadra il video dell’intervento critico di Sonia Caporossi dal titolo Pasolini nell’immaginario letterario: P.P.P. e Jack lo Squartatore, il quale contiene riferimenti e letture dal suo volume di racconti Opus Metachronicum (Corrimano Edizioni 2014) e dal saggio La sperimentazione linguistica e l’ideologia marxista nei romanzi di Pasolini, a sua volta riportato nel volume Pasolini: la diversità consapevole (Marco Saya Edizioni 2015), a cura di Enzo Campi, con contributi critici e scritti dedicati di Sonia Caporossi, Roberto Chiesi, Vladimir D’Amora, Antonella Pierangeli, Marco Adorno Rossi, Enzo Campi.

Il video è stato proiettato durante il convegno ortonese del 18 febbraio 2016.

Il montaggio video è a cura di Pamela Garberini.

Buona visione.

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“La critica carneadica e l’inventio poietica: Il realismo è l’impossibile di Walter Siti”, una critica (negativa) di Sonia Caporossi

Il presente testo è stato pubblicato su ISSAA, Studi di italianistica nell’Africa Australe, vol. 27 n. 1 (2014), rivista afferente al dipartimento di italianistica dell’Università di Cape Town (Sudafrica), a cura di Giona Tuccini. Il volume è consultabile elettronicamente previa registrazione.

CRITICA IMPURA

Di SONIA CAPOROSSI *

 

Da parecchio tempo, ormai, la critica letteraria sembra viaggiare su binari carneadici, può dire tutto di tutto e niente di niente nel giro di boa di una proposta ermeneutica, nell’arco esplicativo di un libro di critica. Basta usare la formula “x è y” e il critico può generare costruttivisticamente qualsiasi teoria, qualsiasi interpretazione, modificando ad hoc l’impostazione concettuale ed il punto di vista, così da formulare (e formularizzare) fatti nuovi da interpretazioni nuove. Praticamente un’antilogia continua. Così, coperta accuratamente dal velo di Maya dell’affabulazione, la teoria che spesso il critico propone non è nuova né originale (e che cosa potrebbe esserlo, oggi?), ma neanche pregna e centrata; eppure tale pretende di essere, se avvalorata da caterve indistinte di exempla letterari, affastellati gli uni sugli altri come sulla pira purgatoriale di una Didone innamorata del Verbo, in funzione esclusiva di un atto di personalismo: l’autogiustificazione della…

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Ortona, 16-22 febbraio: “Oltre ogni possibile fine”, settimana di studi su Pier Paolo Pasolini

Si è appena chiuso il convegno ortonese su Pasolini.
Questo era il programma (da Critica Impura)

CRITICA IMPURA

Alla Sala Eden una Settimana di studi pasoliniani a quarant’anni dalla morte

ORTONA (CH) – L’associazione culturale Gruppo13-Lab ha organizzato un ciclo di conferenze di autori e scrittori del panorama letterario nazionale, per commemorare la figura di Pier Paolo Pasolini scomparso prematuramente 40 anni fa, il “più moderno tra i moderni”, suscettibile per la sua complessità, per il suo eclettismo intellettuale e per la sua vastissima produzione interartistica, di una lettura integrata e multidisciplinare.

La settimana di studi pasoliniani “Oltre ogni possibile fine” si terrà nella Sala Eden ad Ortona dal 16 al 22 febbraio, a partire dalle ore 17.00 e prenderà quindi avvio martedì 16 febbraio con la presentazione dell’ultimo libro di Renzo Paris, intimo amico di “Pasolini, ragazzo a vita”. Con questo libro lo scrittore mantiene fede al desiderio che lo animò da quando entrò in quella “strana famiglia” che includeva anche Pier Paolo Pasolini e che lui considerò…

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“Pasolini, la diversità consapevole” (Marco Saya Edizioni): estratti dai saggi di Sonia Caporossi e Roberto Chiesi

Estratti dai saggi di Sonia Caporossi “La sperimentazione linguistica e l’ideologia marxista nei romanzi di Pasolini” e di Roberto Chiesi “Una terra separata, un’isola” – Appunti sulla Bologna di Pasolini”.

CRITICA IMPURA

L’opera è disponibile su IBS cliccando qui.

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AA.VV.

Pasolini

la diversità consapevole

a cura di Enzo Campi

Contributi critici e scritti dedicati di

Sonia Caporossi, Roberto Chiesi, Vladimir D’Amora

Antonella Pierangeli, Marco Adorno Rossi, Enzo Campi

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Sonia Caporossi

Nell’edizione Einaudi 1979 di Ragazzi di vita possiamo leggere in appendice due interventi di Pasolini dal titolo Il metodo di lavoro e I parlanti, importantissimi per capire il suo sforzo creativo in ambito linguistico. Nel primo intervento viene fatto notare come si trovino forti corrispondenze nei frammenti e nelle pagine dei due romanzi. Questo significa che «il paradigma, lo spitzeriano periodo – campione» era lo stesso, quindi tra i due romanzi non esisteva «soluzione di continuità»; se non c’è «trasformazione stilistica», non c’è neanche, fa notare sempre Pasolini, «trasformazione interna, psicologica e ideologica” di fondo».

Pasolini infatti, nello stesso intervento, ricorda di aver pensato contemporaneamente tre romanzi:Ragazzi di vita, Una vita…

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